Articolo sul peperoncino

Il peperoncino è per molti un elemento imprescindibile per la propria dieta, una vera e propria passione rossa come il colore e bollente come il piccante che ne deriva. Quando si parla di peperoncino si fa cenno ad una tradizione culinaria ben radicata sul nostro territorio, ma che si incrocia con altre culture e livelli di piccantezza. In Italia il peperoncino è anche un simbolo culturale, il classico portafortuna che tutti hanno avuto in dono qualche volta da un nonno o uno zio superstizioso, senza però sapere le origini di questi presunti poteri contro le iettature. Si può attribuire a questa credenza una doppia natura: da un alto legata ad una visione meramente scaramantica, dall’altra alle reali proprietà del peperoncino. Dalla forma fallica, simbolo di virilità e fertilità, insieme al suo rossore, il peperoncino nasconde nella tradizione, presunti poteri afrodisiaci, forti allusioni al sesso, alla possibilità di far figli e sopratutto, di protezione contro le famigerate corna. Al di là delle credenze, il peperoncino deve parte della sua fortuna nel mondo della superstizione folcloristica anche a delle proprietà benevole di cui ci sono effettivi riscontri medici.
Infatti, può essere considerato come un ottimo antiossidante e riduce il rischio di diabete o malattie cardiovascolari, il che rende relativamente vero quell’affermazione secondo la quale il peperoncino “allunga la vita”.

Tra le proprietà benefiche del peperoncino, si deve far menzione di quel famosissimo bruciore, o piccante, che lo rendono una delle spezie predilette in tutto il mondo. Infatti, a contribuire a quel suo sapore è una sostanza che si chiama capsaicina, la quale permette garantisce una maggior protezione dai fattori di rischio alle pareti dello stomaco, aiutando inoltre nella digestione. Si è già fatto cenno ai colori accesi, di solito il tipico rosso, del peperoncino, ma non si può non menzionare il verde, il giallo, l’arancione, tutti questi colori richiamano ad un’altra caratteristica interna dei peperoncini, ovvero la presenza in grande quantità di vitamina C, la stessa che si trova in molti agrumi consigliati in inverno per prevenire raffreddori o influenze. Tuttavia il peperoncino contiene anche grandi quantità di altre vitamine come la vitamina A, E, PP, B2 ed anche la K2, la quale permette una maggior facilità e rapidità di guarigione da eventuali ferite.

Non si può non menzionare il ferro, il magnesio, il sodio, il potassio, fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo, ma soprattutto la grande incidenza di antiradicali liberi, che permette una vita più lunga delle nostre cellule. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui “mangiare piccante” può salvare la vita, sopratutto quando si soffre di patologie cardiovascolari: ad esempio si consiglia l’uso del peperoncino in particolare per quelle persone che avessero un eccessivo livello di colesterolo nel sangue. Ovviamente non mancano le controindicazioni: per chi soffrisse di ulcere, acidità di stomaco, emorroidi o reflusso gastroesofageo, assumere grandi quantità di capsaicina potrebbe essere molto pericoloso. A tal proposito si consiglia di consultare la scala di Scoville, che misura la quantità di capsaicina e quindi di piccantezza del peperoncino. Si parte dallo zero del peperone dolce o della paprika, passando per il peperoncino calabrese (nella scala compreso tra un valore di 15000 e 30000) o il tabasco, fino alla capsaicina pura, sostanza tossica che può provocare anche la morte per soffocamento se ingerita.

 

 

 

Il consiglio più importante, di fronte ad un consumo eccessivo di peperoncino, con conseguente bruciore sulla lingua e nello stomaco, è quello di non ingerire acqua, poiché non servirà a nulla. La capsaicina è una sostanza solubile ai grassi, quindi un bel bicchiere di latte, un cucchiaio d’olio o uno yogurt, saranno i migliori alleati per dare una sensazione di sollievo di fronte alla potenza di un peperoncino particolarmente piccante.

 

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