Il Pandoro

Si tratta di un dolce di origini veronesi e la storia racconta di diverse origini, che tuttavia riconducono al dolce tipico del Natale in tutta Italia e che divide la sua fama con il Panettone. Da questisi differenzia perché non ha alcuna farcitura e l’unica aggiunta al classico impasto di uova, burro, e farina è lo zucchero a velo vanigliato. La forma è a 5 punte che in origine pare fossero 8, quando un primo accenno di quello che oggi è chiamato Pandoro fu creato dai pasticceri austriaci, alcuni dei quali lavoravano nel nord Italia, quindi anche a Verona. Le origini dunque risalgono all’impero Asburgico tra ‘700 e ‘800. L’impasto prevedeva come oggi un alto contenuto di burro e uova, che conferiva il classico colore giallo paglierino all’interno. Il burro stesso favoriva anche una generosa lievitazione che conferiva l’altezza al dolce. Secondo altre fonti le origini del Pandoro sarebbero sarebbe prettamente “aristocratiche”, in quanto si usava ricoprire questo dolce di un sottilissimo strato d’oro, da cui “pane d’oro”, che campeggiava sulle tavole delle famiglie nobiliari veneziane. C’è tuttavia una terza ipotesi sulla storia del Pandoro che trarrebbe ispirazione dal dolce a forma di stella, sempre di origini veronesi, detto “Nadalin” e anche in questo caso intervenne la maestria dei pasticceri austriaci. Il dolce viene fatto risalire alla seconda metà del ‘200 e fu ideato per onorare l’investitura di due famiglie nobili di Verona (i Signori di Verona appunto e i Della Scala). Il Nadalin aveva 8 punte ed era glassato. Alla fine del ‘800 però scomparve la glassa e le punte divennero 5 a opera del pasticcere Domenico Melegatti, che inventò la ricetta come la conosciamo oggi, con una lunga lavorazione e tempidi lievitazioni dilatati a diversi giorni per un gusto inconfondibile.

Se cerchi qualche ricetta la trovi qui

 

  1. Se cerchi gli stampi li trovi qui
  2. Se cerchi le farine le trovi qui
  3. Se cerchi lo zucchero a velo lo trovi qui

INSERISCI UN COMMENTO