Come preparare una merenda dolce in modo sano: gli zuccheri

  1. Home
  2. Cibo e Benessere
  3. Come preparare una merenda dolce in modo sano: gli zuccheri

la merenda preferita, soprattutto dai bambini, è sicuramente quella dolce. Conosciamo le alternative allo zucchero raffinato, per scegliere i prodotti più sani o preparare in casa torte, biscotti, frullati, budini, bevande.

Fare merenda con uno spuntino dolce e sano è consigliabile per tutti, per spezzare il pomeriggio lavorativo o di studio e per non arrivare al momento della cena affamati. In particolare per i bambini e i giovani è importante che la merenda sia sì dolce, ma anche e soprattutto sana e di qualità.
Come si producono i dolci sani e di qualità ? Il concetto di qualità può avere de declinazioni: quella oggettiva e quella percepita. Per qualità oggettiva si intende tutto ciò che è indiscutibile, quindi la salubrità in primis (lo stato di conservazione, la commestibilità…), mentre la qualità percepita è un concetto soggettivo che ognuno interpreta secondo i propri schemi. Chi è vegano avrà come indice di qualità il fatto che i dolci non siano realizzati con derivati animali, chi è ambientalista avrà come indice di qualità l’utilizzo di imballi riciclabili o il km0, chi è terrorizzato dagli additivi, riterrà di qualità qualunque cosa che non li contenga.

La qualità percepita è anche un elemento spesso strumentalizzato: si utilizzano slogan come “light” o “poche calorie”, alludendo ad una qualità superiore del prodotto, quando magari tale caratteristiche sono dovute ad una diluizione maggiore degli ingredienti con acqua (come per esempio lo yogurt magro, dove per renderlo tale spesso si diluisce con l’acqua lo yogurt magro o intero). Oppure si decanta un dolce senza conservanti quando in realtà il prodotto stesso non necessità di conservanti (come ad esempio i biscotti secchi o il gelato).

Ci sono però alcune caratteristiche che rendono indubbiamente un dolce particolarmente salutare e sano, adatto quindi anche alla merenda e agli snack: i dolci sani si fanno moderando qualunque tipo di dolcificante e grasso, e soprattutto evitando l’utilizzo di zucchero saccarosio raffinato, additivi, dolcificanti di sintesi (aspartame, saccarina), grassi poco salutari e coloranti sintetici.

Lo zucchero può ad esempio essere sostituito da dolcificanti alternativi come il malto, il miele, l’acero, la stevia, mentre i grassi poco salutari possono essere sostituti dall’olio di semi o di oliva e i coloranti si possono evitare oppure si sostituiscono con verdura in polvere (barbabietola, spinaci..), spezie (curcuma), tè (matcha), carbone vegetale e molto altro ancora.

Conosciamo gli zuccheri

Sciroppo d’acero

Si ottiene incidendo, in primavera, la corteccia di due particolari varietà di acero: l’acero nero (Acer nigrum) e l’acero da zucchero (Acer saccharum). Grazie all’incisione si ricava la sua linfa che contiene, in media, il 2% di zuccheri. Questa viene poi concentrata in appositi contenitori chiamati sugarshacks o cabanes à sucre, a circa 1/40 del suo volume iniziale. Prima di essere imbottigliata segue poi una filtrazione, più o meno profonda, in base alla quale viene poi classificato fancy (più raffinato), grade A e grade B (meno raffinati). Il suo potere dolcificate si può constatare anche dal colore: più è chiaro e più è intenso.

Un acero produce in media 40 litri di succo all’anno e, per poterli produrre, deve avere almeno 80 anni. Poiché per legge lo sciroppo d’acero deve avere almeno il 66% di zuccheri, per ottenere 1kg di sciroppo d’acero si deve partire da circa 15/30 litri di linfa fresca
La concentrazione può avvenire in appositi tini per bollitura, oppure per concentrazione spinta del succo.
Si tratta di un prodotto molto genuino con un potere dolcificante inferiore al saccarosio (dovuto anche al contenuto maggiore d’acqua, circa il 33%). Contiene potassio, calcio (in misura elevata), ferro e fosforo (in misura più contenuta); vi sono anche tracce di vitamine del gruppo B.

Sciroppo d’agave

Si estrae dal nettare delle radici dell’agave blu (Agave tequilana weber), una pianta originaria del Messico, da cui si ottiene anche un distillato molto famoso, la tequila. Si tratta di un dolcificante altamente solubile (anche in acqua fredda), con bassa tendenza a cristallizzare e presenta un aroma gradevole. Il succo fresco contiene dal 2 al 5% di zuccheri, ma scaldandolo gli enzimi presenti spezzano l’inulina producendo fruttosio, lo zucchero principale dello sciroppo d’agave. Dopo tale processo il contenuto di fruttosio raggiunge il 70-90%.

Si utilizza per dolcificare in genere, ottimo per gelatine e marmellate. Per via della presenza di fruttosio, dona morbidezza, pertanto non è adatto alla preparazione di crostate e biscotti secchi, mentre è ottimo per torte morbide o plumcake.
Per conferire la massima purezza e il massimo potere dolcificante, viene sottoposto a raffinazione, la quale diminuisce notevolmente il contenuto di vitamine e sali minerali (calcio, magnesio, potassio e ferro), che sarebbero altrimenti presenti in abbondanza.

Isomalto

Dolcificante ricavato dalla barbabietola con processo di idrogenazione, presenta un basso impatto glicemico, fornisce la metà della calorie dello zucchero da tavola comune e non è cariogeno. In quantità eccessiva crea flatulenza e diarrea come tutti i dolcificanti alcoolici, per questo motivo si consiglia di non superare i 25-50g giornalieri

Si utilizza spesso per la cottura dello zucchero (puro o con 5-10g di acqua per kg di isomalto per renderlo più morbido), per decorare le preparazioni da vetrina o in sostituzione di quello a velo (in quanto non scioglie).

Loc: 0210b
Marchio: Bongiovanni Srl
Codice 6921
Categorie : Isomalto

CONDIVIDI L’ARTICOLO

LEGGI ANCHE

Aldo Bongiovanni

Ho una grande passione per l’alimentazione naturale, per la panificazione, per…

ARTICOLI RECENTI

Menu